Dedicata a un
vecchio che viveva a pochi metri da casa mia, in tanti anni non ho mai sentito
la sua voce, solo sorrisi, ero un bambino …..
Attraversa
la strada, mani dietro la schiena, sguardo nel vuoto, è vecchio, molto vecchio,
cammina lentamente, non guarda, non c’è nessuno; lo sa.
Percepisce
la solitudine, ne conosce il rumore, il profumo, la riconosce al tatto.
Alto,
capelli bianchi, un incedere fiero.
La
tranquillità di chi non ha niente, di chi possiede ciò che gli basta, di chi ha
superato la paura.
Il
mio sguardo lo segue, si perde nella campagna, i colori sembrano assorbire
quella figura che si fa sempre più piccola.
Sarebbe
meraviglioso se la morte avesse i colori del grano, dei campi, del cielo.
Il
tempo trascorre lento, i raggi del sole sembrano farsi più timidi. Calano le
ombre e tutto sembra rallentare.
Il
vecchio ricompare, stessa strada, stessa camminata, passi sempre uguali.
Mi
passa vicino, lo osservo, lui mi guarda, nessun movimento, un battito di
ciglia, un sorriso appena accennato, non c’è bisogno di parole per rispondere a
quel saluto, basta uno sguardo.
Poi
un giorno non lo vedi più, nessuno se ne accorge, tutto continua come prima.
E’ morto. La notizia non fa rumore, poche parole di commiato: era vecchio, non ha sofferto, era un brav’uomo.
Il vecchio non attraversa più la strada, provi un po’ di tristezza, senti che ti manca qualcosa, ma se chiudi gli occhi, rivedi quel sorriso, quel leggero movimento della testa e senti il profumo della solitudine che, adesso, è anche un po’ tua.
Nessun commento:
Posta un commento